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🔭 Borovsk: la città da cui ebbe inizio il viaggio nello spazio
Amici, oggi viaggiamo nell’oblast’ di Kaluga, più precisamente in una piccola città sul fiume Protva. A prima vista, Borovsk appare come una sonnolenta cittadina di provincia, con antiche case mercantili e monasteri. Ma fu qui che si incontrarono la fede dei vecchi credenti, la ricchezza dei mercanti e le prime idee sull’esplorazione spaziale.
Benvenuti a Borovsk!
👨🏫 Il giovane insegnante che aveva sempre gli occhi rivolti alle stelle
Nel gennaio del 1880 arrivò a Borovsk un ventitreenne: Konstantin Ciolkovskij. Aveva appena superato l’esame per diventare insegnante e ottenne il suo primo incarico come docente di aritmetica e geometria presso la scuola distrettuale.
Rimase per dodici anni. Abitava nella casa della commerciante M. I. Pomuchina, nell’allora via Kruglaja (oggi via Ciolkovskij 49). La casa è ancora oggi conservata e dal 1997 ospita un museo.
Ma per Ciolkovskij Borovsk fu più di una semplice tappa professionale. Qui iniziò i suoi primi lavori scientifici: la «Teoria dei gas» (1880–1881), oltre a scritti sulla «Meccanica dell’organismo animale» e sulla «Durata della radiazione solare».
Nel 1883 nacque il suo lavoro «Lo spazio libero», con la scoperta decisiva che la propulsione a reazione è possibile anche nello spazio vuoto. Un primo passo verso l’esplorazione spaziale teorica.
Ciolkovskij rifletté anche sui dirigibili e sugli aeroplani controllabili, molto prima che diventassero realtà.
🕯️ Un luogo in cui le persone morirono per la loro antica fede
Molto prima di Ciolkovskij, Borovsk era un centro dei vecchi credenti russi. Nel XVII secolo vi furono tenute prigioniere due donne che divennero tra le più note martiri dei vecchi credenti: la boiarda Feodosija Morozova e sua sorella, la principessa Evdokija Urusova.
Erano seguaci dell’arciprete Avvakum e si rifiutarono di accettare le riforme della Chiesa introdotte dal patriarca Nikon. Nel 1675 entrambe morirono di fame in prigione. Ancora oggi, una cappella nel luogo in cui furono imprigionate ricorda le due donne.
🎨 L’uomo che dipinse la città
Vladimir Ovčinnikov non era un artista professionista, ma lavorava come ingegnere ed economista. Dopo essere andato in pensione negli anni Novanta, iniziò a dipingere. E non su tela, bensì sui muri della città.
Con il consenso dei proprietari delle case e dell’amministrazione cittadina, realizzò circa un centinaio di murales, tra cui scene della vita cittadina, ritratti di Ciolkovskij e Gogol’, nonché il «Globo di Borovsk» e la «Nave cosmica».
La sua opera più famosa è il «Incrociatore spaziale di Ovčinnikov»: un’astronave dipinta sulla parete di una casa. In questo modo collegò la storia della città all’idea dell’esplorazione spaziale.
Ovčinnikov è morto nel 2026, ma i suoi murales sono ancora oggi un «museo a cielo aperto».
🏛️ La città in sé
Borovsk è nota dal XIV secolo. Uno dei suoi simboli è il monastero Pafnutev-Borovskij, fondato nel 1444 da san Pafnuzio. Le «Gostinye Rjady», le antiche file di botteghe mercantili, caratterizzano ancora oggi il centro cittadino. Lungo via Uspenskaja si trovano case mercantili del XVIII e XIX secolo.
Così, in uno spazio ristretto, Borovsk riunisce le tradizioni dei vecchi credenti, il mondo dei mercanti, le idee di Ciolkovskij e gli straordinari murales di un artista moderno.
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📍 Le coordinate del luogo sono disponibili qui
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