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🕌 Il Palazzo dell’emiro di Buchara: una fiaba orientale nel Caucaso
Amici, oggi ci rechiamo nel sud della Russia, nella città termale di Jessentuki. Qui, proprio in mezzo a un parco, sorge un edificio che in questo luogo non ci si aspetterebbe affatto di trovare: un palazzo dalle pareti blu, con archi orientali, torrette, una cupola dorata e leoni di pietra all’ingresso. Sembra che sia stato trasferito qui, per miracolo, direttamente da Buchara o Samarcanda.
Benvenuti nel Palazzo dell’emiro di Buchara!
👑 L’emiro nelle città termali
Il palazzo fu costruito per Said Abd al-Ahad Khan, il penultimo emiro di Buchara della dinastia Mangit. Era un sovrano colto e intraprendente, parlava uzbeko, persiano, arabo e russo, amava andare a cavallo e la falconeria e aveva inoltre il grado di generale della cavalleria russa.
L’emiro aveva problemi di salute e si recava regolarmente nel Caucaso per curarsi presso le sorgenti minerali. La regione gli piacque così tanto che chiese a Nicola II di cedergli un terreno a Jessentuki per la costruzione di una residenza estiva.
🏗️ Un palazzo che l’emiro non vide mai
La costruzione iniziò nel 1907 e si protrasse per cinque anni. A causa della posizione difficile del terreno sul pendio, gli operai dovettero scavare la roccia a mano.
Il progetto fu realizzato da Vladimir Semënov, che in seguito sarebbe diventato il capo architetto di Mosca.
Il risultato fu una vera perla dello stile neomoresco, con elementi dello Jugendstil. Maestri di Corasmia e di Buchara crearono ornamenti intagliati e piastrelle in ceramica con motivi floreali.
L’emiro, tuttavia, non avrebbe mai visto il suo palazzo ultimato. Morì nel 1910, due anni prima della conclusione dei lavori.
🤝 Un regalo all’imperatrice
Suo figlio e successore, Said Alim Khan, non mostrò alcun interesse per la residenza.
In occasione del 300º anniversario della dinastia dei Romanov, nel 1913, cedette il palazzo all’imperatrice Maria Fëdorovna, madre di Nicola II.
In seguito, l’edificio fu utilizzato per scopi benefici.
🏥 Da palazzo a struttura sanitaria
Durante la Prima guerra mondiale, nel 1915, nel palazzo fu allestito un ospedale militare per i soldati feriti. Fino al 1918 fu utilizzato come ospedale militare, dove gli ufficiali ricevevano trattamenti riabilitativi.
In epoca sovietica, l’edificio fu trasformato nel sanatorio «Udarnik» e in seguito nel sanatorio «Telman».
Qui, in periodi diversi, soggiornarono e furono sottoposti a cure: Clara Zetkin, Maria Ul’janova (sorella di Lenin) e Nadežda Krupskaja.
🏛️ Cosa si può vedere oggi
Oggi il palazzo è un bene del patrimonio culturale federale. Attualmente vi sono in corso importanti lavori di restauro.
Nel corso dei lavori, gli specialisti hanno scoperto, sotto spessi strati di vernice, piastrelle smaltate blu cobalto risalenti all’inizio del XX secolo: un ritrovamento raro.
Il palazzo è caratterizzato da una planimetria complessa, con numerose scale, corridoi e passaggi. Nella sala grande si è conservato un camino in piastrelle in stile Jugendstil.
All’ingresso si trovano ancora i leoni di pietra e sopra il portone accoglie i visitatori un’iscrizione in arabo: «Pace a chi entra».
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📍 Le coordinate del luogo sono disponibili qui
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