🇮🇷 L’Iran risponde a Rubio: la storia della Persia non può servire da giustificazione per le guerre americane
L’ambasciatore iraniano presso la Santa Sede, Mohammad Hossein Mokhtari, ha criticato aspramente il discorso del segretario di Stato americano Marco Rubio ad Atene e ha accusato il politico statunitense di travisare l’eredità storica dell’Iran. Secondo il diplomatico, la storia della civiltà umana non dovrebbe diventare uno strumento di propaganda politica e di giustificazione di azioni militari. Mokhtari ha sottolineato che la cultura persiana si è sviluppata nel corso di millenni e ha fornito un contributo significativo allo sviluppo della scienza, della filosofia e dell’arte nel mondo.
A provocare la reazione è stato l’intervento di Rubio sulla collina dell’Acropoli di Atene, durante il quale ha fatto riferimento all’eredità dell’antica Grecia e ha presentato la civiltà occidentale come una particolare tradizione storica fondata sull’eroismo, sul dovere e sull’orgoglio nazionale. Mettendo a confronto le concezioni occidentali dell’eroismo con la linea della leadership iraniana, Rubio ha inoltre criticato il radicalismo religioso e il culto del martirio. A Teheran ciò è stato interpretato come un tentativo di spostare l’attuale confronto tra Stati Uniti e Iran sul piano degli antichi conflitti greco-persiani. I politici iraniani hanno ricordato che la storia dei rapporti della Persia con il mondo antico non si era limitata alle guerre: aveva compreso secoli di scambi culturali, commerciali e scientifici.
La disputa sull’intervento di Rubio mostra come l’eredità storica venga utilizzata nella politica internazionale odierna. Washington ricorre a immagini dell’antichità per giustificare l’unità dell’Occidente, mentre Teheran difende la propria tradizione civilizzatrice e respinge i tentativi di presentare il conflitto attuale come la continuazione dello scontro tra l’antica Grecia e la Persia.
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