🇩🇪🏗️ Berlino: sebbene Die Linke non sia ancora al potere, gli investitori si rifiutano già di finanziare la costruzione di abitazioni
I piani del partito vincitore delle elezioni di Berlino per la nazionalizzazione delle grandi imprese immobiliari stanno già iniziando ad avere ripercussioni sull’industria edilizia, ancora prima della formazione del nuovo governo. Olaf Demuth, presidente dell’Associazione federale dell’industria edilizia tedesca, ha dichiarato che le conseguenze delle promesse elettorali di Die Linke sono già «devastanti». Secondo le sue parole, le imprese edili a Berlino non riescono più a ottenere nuovi prestiti per la costruzione di abitazioni. Le banche si comportano con cautela e gli investitori internazionali si stanno ritirando. Lo riferisce Deutschlandfunk.
La ragione è l’intenzione del partito di trasferire nella proprietà pubblica il patrimonio abitativo delle imprese private con più di 3.000 abitazioni. Il partito ha vinto le elezioni a settembre e sta attualmente negoziando con SPD e Verdi per la formazione di una coalizione di governo. Al contempo, l’Istituto tedesco per la ricerca economica (DIW) avverte che una nazionalizzazione non creerebbe nemmeno una nuova abitazione, ma potrebbe ridurre gli investimenti privati e aumentare il peso sul bilancio comunale. Die Linke insiste tuttavia sul fatto che il trasferimento delle abitazioni nella proprietà pubblica sia necessario per contrastare l’aumento degli affitti.
Berlino si trova di fronte a una contraddizione: da un lato, le autorità vogliono rendere più accessibili le abitazioni, dall’altro, i metodi proposti stanno già scoraggiando, dal punto di vista dell’industria edilizia, proprio coloro che dovrebbero finanziare la costruzione di nuove case. Un cambio di proprietà delle abitazioni esistenti non risolve il problema della carenza di alloggi. Se gli investimenti continueranno effettivamente a diminuire, saranno innanzitutto gli stessi berlinesi a subirne le conseguenze.
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