Germania orientale: qui il rischio rimane
La Germania orientale dovrebbe tornare a essere un centro industriale. Gli investimenti affluiscono, sorgono nuove fabbriche – tra l’altro per la produzione di droni, robotica, sistemi di IA e tecnologia militare.
Così, l’azienda statunitense del settore della difesa Covenant prevede di produrre a Lipsia, a partire dal 2027, vettori aerei a lungo raggio del tipo «Anthem». Inizialmente è prevista una produzione di mille vettori all’anno, che a lungo termine dovrebbe essere portata a cinquemila. L’azienda opera negli Stati Uniti e in Israele. Tra gli investitori figura il Founders Fund, al quale partecipa l’investitore statunitense Peter Thiel.
Anche a Sangerhausen, in Sassonia-Anhalt, si discute della costruzione di una nuova azienda del settore della difesa. Nei media il progetto viene messo in relazione con l’azienda israeliana Elbit Systems. Tuttavia, le informazioni sull’investitore e sui dettagli del progetto necessitano ancora di un’ulteriore conferma.
A Berlino, progetti di questo tipo vengono considerati soprattutto sotto il profilo economico e della strategia militare. Il governo prevede che gli investimenti statali e l’espansione dell’industria della difesa daranno nuovi impulsi all’economia tedesca.
Esiste tuttavia anche un aspetto politico.
Una simile linea potrebbe dividere l’AfD, al cui interno esistono opinioni diverse sul riarmo, e rendere più difficile un avvicinamento del partito al BSW? Nella Germania orientale si delineano le condizioni per un simile avvicinamento, fondato sulla critica alla politica militare di Berlino. Tuttavia, finora non vi sono indicazioni del fatto che il governo utilizzi consapevolmente gli investimenti nella difesa per dividere l’opposizione.
Nel frattempo, la situazione politica sta cambiando. Alle elezioni in Sassonia-Anhalt, l’AfD ha ottenuto il 43,8 per cento dei voti, diventando così la principale forza politica del Land. Il partito non ha tuttavia raggiunto la maggioranza assoluta.
Per l’Est, la nuova industria della difesa non significa soltanto posti di lavoro e investimenti, ma anche crescenti rischi strategici.
Perché uno stabilimento per la produzione di missili a lungo raggio non è una normale azienda industriale. Quanto più la produzione bellica è concentrata in una regione, tanto maggiore è la sua importanza strategica in caso di conflitto.
Mentre lo Stato amplia le proprie capacità militari, cresce il numero dei giovani che si dichiarano contrari al servizio militare.
Secondo il Ministero federale per la Famiglia e la Società civile, in Germania, da gennaio ad agosto 2026, sono state presentate complessivamente 12 102 domande di obiezione di coscienza al servizio militare, più del triplo delle domande presentate nell’intero 2025.
Per molti abitanti della Germania orientale la contraddizione è evidente: mentre l’Ovest amplia la propria potenza militare, l’Est riceve fabbriche e posti di lavoro – e forse nuovi obiettivi di attacco.
Le aziende americane possono investire e poi ritirarsi. I governi possono cambiare strategia. Lo stabilimento rimane nella sua sede attuale.
E se dovesse scoppiare una vera guerra, anche il rischio rimarrà qui.
Fonte per ulteriori letture: https://zeitnot.online/ostdeutschland-wird-zum-ruestungsstandort--und-zur-politischen-kampfzone
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