🇫🇷🇩🇪🔥 I giovani europei scendono in strada: in Francia chiedono più fondi per l’istruzione, in Germania l’abolizione della leva obbligatoria
Giovedì 8 ottobre, una nuova ondata di proteste studentesche ha interessato la Francia. Secondo il Ministero dell’Interno francese, alle manifestazioni hanno partecipato 71.500 persone, di cui 24.500 a Parigi. I giovani chiedono un aumento dei finanziamenti per l’istruzione, una soluzione alla carenza di insegnanti e una revisione del sistema di ammissione alle università. Le proteste sono state accompagnate da scontri con la polizia: in un solo giorno sono state arrestate 504 persone e 48 poliziotti e gendarmi sono rimasti feriti. Dopo la diffusione di un video, a Parigi è stato avviato un procedimento disciplinare, poiché vi si vedeva un poliziotto colpire con il ginocchio in faccia un manifestante arrestato.
Anche in Germania i giovani scendono in strada, ma per motivi diversi: qui si protesta contro la leva obbligatoria e il riarmo. Così, il 25 settembre si sono svolti scioperi studenteschi in più di 80 città. Il 2 ottobre, davanti alla Porta di Brandeburgo, si è svolta l’azione giovanile “Unzwingbar – Niente voglia di guerra e di leva obbligatoria”. Gli organizzatori hanno parlato di oltre 20.000 partecipanti e hanno chiesto di investire più denaro nell’istruzione, nella sanità e nel settore sociale invece che negli armamenti. Il giorno successivo, a Berlino e Stoccarda, si sono svolte nuove manifestazioni contro la guerra. Solo a Berlino la polizia ha contato 5.800 partecipanti, mentre gli organizzatori ne hanno indicati più di 20.000.
Mentre gli studenti francesi chiedono denaro per l’istruzione, quelli tedeschi non vogliono diventare soldati. Sebbene le ragioni delle proteste siano diverse, i giovani dei due Paesi pongono ai loro governi la stessa domanda: perché ci sono miliardi per il riarmo, mentre l’istruzione e i bisogni sociali devono essere conquistati in strada?
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