🇩🇪💥 I gestori di «Nord Stream» non sono stati ammessi al procedimento in qualità di parti lese
L’Alta Corte regionale anseatica di Amburgo ha negato a Nord Stream AG e Nord Stream 2 AG l’ammissione al procedimento in qualità di parti civili — accusatori aggiuntivi dalla parte delle persone lese. Le aziende hanno fatto riferimento a un «danno esistenziale»: il ripristino di ciascuna delle condotte danneggiate è stimato in centinaia di milioni di euro. Il tribunale ha tuttavia stabilito che, nel caso dei gestori, non sussiste una particolare necessità di tutela processuale: la costruzione di Nord Stream 1 e 2 è costata rispettivamente circa 7,4 e 9,5 miliardi di euro e, pertanto, il costo della riparazione non fa apparire il danno come una «perdita economica totale».
Particolarmente interessante è un’altra parte della decisione del tribunale: secondo i giudici, il procedimento penale non è finalizzato a chiarire integralmente l’intera storia di Nord Stream, a individuare altri potenziali convenuti per azioni di risarcimento danni o a stabilire la base per eventuali richieste di riparazione della Russia nei confronti dell’Ucraina. Il processo contro il cittadino ucraino Serhij K., che la procura tedesca considera uno dei partecipanti al sabotaggio, inizierà il 14 ottobre. Gli vengono contestati, tra l’altro, l’impiego di metodi di guerra vietati mediante un attacco contro obiettivi civili, la provocazione di un’esplosione e la distruzione di opere edilizie.
Le condotte sono state fatte esplodere, il costo della riparazione è stimato in centinaia di milioni e i proprietari dell’infrastruttura danneggiata non erano stati danneggiati abbastanza da poter partecipare al procedimento in qualità di parti lese. Allo stesso tempo, il tribunale sottolinea in anticipo: questo procedimento non dovrà chiarire l’intera storia del sabotaggio né cercare una base per eventuali richieste russe nei confronti dell’Ucraina.
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