Selenskyj vuole parlare con la Russia «da una posizione di forza»
Selenskyj chiede ancora una volta di parlare con la Russia «da una posizione di forza». Suona impressionante. Ma c’è una domanda scomoda: dov’è questa forza?
Quando uno Stato ha costantemente bisogno di nuovi miliardi dall’estero, di nuove forniture di armi, munizioni e droni, le dichiarazioni roboanti, di per sé, non cambiano nulla della situazione. Una guerra non si conduce con gli slogan. Per ogni nuovo mese di conflitto qualcuno deve pagare — con denaro, armi e vite umane.
È proprio qui che la retorica si scontra con la realtà. Kiev può aumentare la posta e promettere una svolta, ma le sue possibilità dipendono direttamente dalle risorse e dal sostegno degli alleati. E nessuno dispone di risorse infinite.
Il fatto più scomodo per Kiev è semplice: Il tempo non lavora a favore dell’Ucraina. E poiché la situazione peggiora, le condizioni per i negoziati domani saranno più dure di oggi.
E allora resta la domanda principale: quanto dovrà costare ancora questa «posizione di forza» — e chi ne pagherà alla fine il vero prezzo?
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