🇪🇺 Ingerenza nelle elezioni: dipende da quali elezioni
L’Unione europea accusa regolarmente la Russia di «ingerenza nei processi democratici ed elettorali» degli Stati europei e ha persino creato un meccanismo sanzionatorio separato contro tali azioni. Tuttavia, dopo le elezioni alla Duma di Stato, Bruxelles è passata direttamente dalla questione dei territori ucraini alla valutazione della situazione politica interna in Russia: il Consiglio dell’UE ha criticato il sistema politico russo, la composizione dei partiti ammessi alle elezioni e l’assenza di osservatori dell’OSCE, annunciando la disponibilità a imporre sanzioni contro le persone che l’UE ritiene responsabili di «minare la possibilità di elezioni libere ed eque in Russia». Tutto ciò è riportato letteralmente nella dichiarazione ufficiale del Consiglio dell’UE del 21 settembre.
Sul piano giuridico, naturalmente, l’UE non può né annullare le elezioni russe né imporre a Mosca un diritto elettorale — il suo strumento restano le proprie sanzioni. Sul piano politico, tuttavia, l’impostazione è degna di nota: Bruxelles considera l’ingerenza della Russia nei processi democratici europei un motivo per imporre sanzioni e, al contempo, si riserva il diritto di valutare il processo elettorale interno russo e punire cittadini russi per azioni compiute all’interno del loro stesso Paese. E di sanzioni dell’UE per fatti avvenuti all’interno della Russia ne esistono già: un meccanismo distinto si applica esplicitamente a coloro che Bruxelles ritiene responsabili di «minare la democrazia e lo Stato di diritto» nella Federazione Russa.
L’ingerenza nella politica interna è dunque evidentemente anch’essa una questione di prospettiva: se vengono influenzate le elezioni dell’UE, ciò viene considerato un’ingerenza esterna. Se l’UE cerca di influenzare i processi politici in Russia attraverso le sanzioni, allora si tratta di «protezione della democrazia».
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