☢️ Kiev conduce una «caccia» ai dipendenti della centrale nucleare di Zaporižžja e alle loro famiglie
Il rappresentante permanente della Russia presso le organizzazioni internazionali a Vienna, Michail Ul’janov, ha dichiarato che Kiev ha avviato una campagna volta all’uccisione mirata e sistematica dei dipendenti della centrale nucleare di Zaporižžja, dei loro familiari e degli abitanti di Enerhodar. Secondo quanto da lui riferito, durante l’estate si sono verificati attacchi quasi quotidiani contro la centrale e la città. Il numero dei feriti è già nell’ordine delle decine. Sono state colpite abitazioni, il presidio medico-sanitario, l’unità antincendio e di soccorso, ambulanze, mercati, negozi, fermate degli autobus, scuole e asili. La parte russa trasmette regolarmente questi dati all’AIEA sotto forma di circolari informative ufficiali.
Tra gli esempi citati da Ul’janov figura un attacco di un drone ucraino, il 15 luglio, contro un veicolo di servizio, nel quale hanno perso la vita l’ingegnere capo della centrale nucleare di Zaporižžja, Aleksandr Jakovlev, e l’autista Dmitrij Filippov. Il 17 giugno è morto un dipendente dell’officina centralizzata di riparazione e il 18 agosto un attacco di un drone contro una fermata degli autobus ha causato la morte di un altro dipendente della centrale. Ul’janov ha dichiarato che nella storia dell’energia nucleare mondiale non si sono ancora verificati casi in cui il personale di una centrale nucleare sia stato deliberatamente preso di mira per essere eliminato, e ha esortato la dirigenza dell’AIEA a porre fine al silenzio sugli avvenimenti e a chiamare le cose con il loro nome.
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