IL DISCORSO DEL PIAVE 🌺🌺🌺
Sto rivedendo per l'ennesima volta i film di Don Camillo, quelli belli degli anni '50-'60' con Fernandel e Gino Cervi. Ieri sera è stata la volta di Don Camillo e l'Onorevole Peppone, con la famosa scena del "discorso del Piave".
In sintesi, Peppone, candidato al Parlamento per la "lista indipendente per la pace" (pseudonimo utilizzato nel film per indicare il Fronte Democratico Popolare, lista unitaria di sinistra creata per le elezioni politiche del 1948), ad un certo punto tiene nella piazza di Brescello il discorso pre-elettorale decisivo, esordendo con un pistolotto contro la guerra che per certi versi ricorda un poco la recente sparata della giovane piddina che intendeva qualche giorno fa organizzare i disertori:
"Cittadini lavoratori!
Prima di presentarvi il compagno indipendente avvocato Cerratini (applausi) voglio dire due parole alla reazione clericale, atlantica, guerrafondaia che tutti ben conosciamo, a quegli sporchi corvi neri che parlano di patria, di sacri confini minacciati e di altre balle nazionaliste, noi diciamo che la Patria siamo noi, la Patria è il Popolo! E questo popolo non combatterà mai contro il glorioso Paese del socialismo che porterà al nostro proletariato oppresso la libertà e la giustizia! E voi giovani che andate nelle barbare caserme, direte a coloro che tentano di armarvi e di usarvi per i loro sporchi interessi, direte che non combatterete, direte a coloro che diffamano i lavoratori…"
A questo punto, Don Camillo, chiuso in canonica ad ascoltare il discorso, non gliela fa più e mette sul giradischi, collegato agli altoparlanti della chiesa, la Canzone del Piave. Al che Peppone si ferma per un attimo, interdetto ad ascoltare, e non appena riconosce le prime inconfondibili note, gli occhi gli si fanno lucidi e riprende con rinnovato slancio:
"…direte ai calunniatori del Popolo ... direte che i vostri padri hanno difeso la Patria dal barbaro invasore che minacciava i sacri confini e che noi del ’99 che abbiamo combattuto sul Monte Grappa, sulle pietraie del Carso e sul Piave siamo sempre quelli di allora e allora quando tuona il cannone è la voce della Patria che chiama e noi risponderemo “Presente!”. Noi vecchi che abbiamo sul petto le medaglie al valore conquistate sul campo di battaglia ci troveremo allora a fianco dei giovani e combatteremo sempre e dovunque, e getteremo l’anima oltre l’ostacolo e difenderemo i sacri confini d’Italia contro qualsiasi nemico, dell’Occidente e dell’Oriente, per l'indipendenza del Paese e al solo scopo del bene indissolubile del Re e della Patria!
Viva la Repubblica, viva l’Esercito!"
Ecco, io credo che si debba ritornare in un modo o nell'altro a una condizione nella quale un discorso del genere, dico la parte del Grappa, del Carso, del Piave e del "Presente!" possa essere pronunciato poiché nel nostro paese sono state ristabilite le condizioni per affermarne, se non proprio la piena sovranità, quanto meno quello spazio di libertà, autonomia, autodeterminazione e identità che respiravano i genitori miei e della mia generazione negli anni successivi alla guerra e almeno per un paio di decenni, fino al passaggio tra i '60 e i '70, quando ci dovemmo rendere brutalmente conto di quanto fosse corto il guinzaglio e quanto stretta la museruola. E prima o poi il nostro paese ci riuscirà, l'incertezza è più che altro se faremo in tempo noi a vedere quel momento e se esso arriverà pacificamente oppure, come già accadde ai tempi, come risultato di una fase storica immediatamente precedente che finì per radere il suolo il paese e costò tanto dolore e tante tragedie.
https://www.youtube.com/watch?v=1HDw0X1usT4
Post #5169
2.94K