Lo vegliardo signore, fra sterpaglie colorate va ad infastidir lo violaceo uccellone.
«Ma come ti permetti? Vil piccione! Lo dito mio tu becchi? Lo buon mangime quivi ti detti!» così sgridando lo vecchio a lo piccione.
«badate bene, o vecchio, qui non v'è piccione ma sol maestoso airone!» e così di ripicca lo rancoroso pennuto altra beccata compie a lo dito ossuto!
Ma alle spalle si ode un lamento, una voce che par sol un momento, «ma allora, voi due vi sbrigate? Lo futil pugnare vostro assai arduo mi rende lo dilungar de lo tempo nostro!» così inveisce lo putto fiorito, che fra piante e giacinto sorregge in su lo capo lo vaso ben tornito!
(Didascalia di Matteo M.)
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