Bash non è solamente il nome della shell più conosciuta e utilizzata, ma anche il nome del linguaggio in cui molti script sono scritti.
Uno dei vantaggi fondamentali forniti da Bash è quello della portabilità: salvo alcune eccezioni, lo si ritrova installato su ogni moderno sistema Linux.
Tuttavia, la portabilità a volte arriva con un costo non indifferente: la comodità di sviluppare in quel linguaggio, una più frequente complessità e la difficoltà a scrivere codice per compiere operazioni spesso molto banali in altri linguaggi di programmazione.
Per fornire qualche esempio si pensi all’aritmetica dei numeri decimali (nativamente non supportata), alla mancanza di supporto per strutture dati complesse e così via.
Questa situazione rende Bash idoneo per script molto semplici, ma non così tanto per software più complessi o che tendono velocemente a evolvere.
Esiste un’alternativa?
Scritto da
Midblyte Redatto da
Davide Galati (in arte PsykeDady)