L’Avvocatura dello Stato ha reclamato il «diniego totale» all’accesso ai dati sul transito di armi nel porto di Ravenna con la motivazione che l’infrastruttura ha una «rilevanza militare con una funzione strategica nel dispositivo difensivo nazionale» e che ci troviamo «nel contesto di una guerra mondiale ibrida e a pezzi che coinvolge anche l’Italia» e divulgare questi dati potrebbe favorire le «potenze nemiche». È questa la motivazione con la quale l’Avvocatura (che dipende dal Consiglio dei ministri, quindi da governo) ha fiancheggiato le Dogane nel rifiuto alla richiesta di accesso ai dati sui traffici di armi attraverso il porto romagnolo.
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