Sono più di 130 milioni le persone che, da un momento all’altro, si sono ritrovate escluse dalle liste elettorali indiane. Una revisione straordinaria senza precedenti, che ha scatenato la protesta delle opposizioni parlamentari. Queste ultime puntano il dito contro il governo Modi, accusato di trarre vantaggio dall’intervento della Commissione elettorale, che ha decimato le fasce di votanti generalmente ostili al premier. Al momento Narendra Modi non gode della massima popolarità. Nei mesi scorsi la tenuta del suo esecutivo era stata seriamente minacciata dall’ascesa del movimento degli scarafaggi. Su quest’ultimo è tornata ad abbattersi nel fine settimana la repressione statale con una nuova ondata di arresti, che non ha risparmiato neanche i leader, rilasciati soltanto ieri.
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