Gira da un po' di settimane la notizia che stanno vaccinando in diversi allevamenti italiani di galline e tacchini con tecnologia a mRNA.
Come spesso accade i toni sono allarmistici, le fonti mai citate, e le notizie imprecise.
Vediamo rapidamente le affermazioni:
🔴I vaccini usati sono a mRNA (com'erano Pfizer e Moderna per il COVID-19)
Falso: i vaccini usati sono a vettore virale (com'erano Astrazeneca e Johnson&Johnson)
Fonte: https://www.izsvenezie.it/influenza-aviaria-progetto-pilota-vaccinazione-allevamenti/
Questa fonte è ovviamente di parte, bisogna prendere con estrema cautela le loro rassicurazioni, ma è la base giusta per capire la tecnologia utilizzata.
Risultato: se contattate per sapere se vaccinano a mRNA, le aziende rispondono di no, e hanno ragione. Ma la realtà è che anche la vaccinazione a vettore virale è sperimentale e nasconde potenziali rischi per l'animale. Se questi poi si estendano all'uomo che ne consuma la carne o le uova, non è dato sapere, ma è più che plausibile.
Quindi continuare a parlare di vaccinazione a mRNA è funzionale solo a creare disinformazione, confusione, e facilitare la minimizzazione del rischio da parte delle aziende.
🔴Non comprare da queste aziende, e compra da quest'altre
Le liste che girano sono arbitrarie, mentre pare (è d'obbligo il condizionale) che ci sia solo un distributore coinvolto, cioè AIA. È ragionevole pensarlo perché ci sono solo 5 aziende per ora nella sperimentazione, mentre alcune liste indicano una lunga serie di marchi coinvolti.
È chiaro che qualcuno approfitta per buttare tutto nel calderone e qualcun altro per emergere come produttore virtuoso.
Di certo la carne e le uova da grande distribuzione non sono mai di qualità, e andrebbero evitate a prescindere da mRNA e simili.
Della serie: se pensi che finora hai fatto un servizio alla tua salute mangiando quella roba, e che ti basta evitare i prodotti vaccinati a mRNA, sei fuori strada.
Per esempio, per capire perché AIA va evitata a prescindere dal discorso vaccinale:
https://www.instagram.com/reels/DXBi971FBDe/
Cosa emerge da questa storia: che molti professionisti del dissenso non sono pronti per trattare in modo serio e informato le questioni, che tale mondo è stato contaminato da chi ama creare allarmismo, disinformazione e confusione, puntando il dito sulla pagliuzza quando c'è da osservare la trave.
La sperimentazione è reale, la tecnologia usata è potenzialmente pericolosa, e a oggi non è dato sapere se ne rimanga traccia nell'animale o comunque se ci siano altre conseguenze per la salute umana. Ma la prudenza è d'obbligo.
Cogliete l'occasione per scegliervi un produttore locale affidabile. Se "costa troppo", riducete il consumo e aumentate la qualità. È una regola che vale per qualunque tipo di prodotto, non solo per quello oggetto della trattazione.
Il momento è adesso.
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