Una mattina mi son svegliato, e ho trovato l'invasor...
... un altro invasor più subdolo e persistente, a stelle e strisce.
Un invasor che fingeva di essere salvator e che ai nostri millenni di storia opponeva pochi secoli di brutali colonizzazioni del nordamerica; alla nostra tradizione agroalimentare opponeva scatolette di latte condensato e bottigliette di acqua sporca zuccherata; alla nostra cultura fatta di decine di popolazioni, costumi e lingue diverse opponeva il piattume della finta democrazia e del sogno americano capitalista.
Noi italiani non saremo liberi finché non saranno smantellate una dopo l'altra tutte le basi USA e NATO (quindi di nuovo USA) presenti sul territorio.
Perciò, se vuoi davvero festeggiare (prima o poi) la Liberazione, comincia da oggi a diffondere il messaggio che non c'è niente di normale ad avere 113 basi straniere sul proprio territorio, e che un paese del genere si definisce a tutti gli effetti colonia.
E quando passi in auto accanto a Camp Darby, ricorda e racconta agli altri passeggeri cosa è accaduto di recente ai paesi arabi limitrofi all'Iran che ospitavano le basi americane, e sono divenuti bersagli missilistici.
E quando sul sul nostro bel lungomare Tirreno lo sguardo cade sul rigassificatore di Livorno o quello di Piombino, fai presente a chi ti sta intorno che non ha senso mettersi in casa l'equivalente di una bomba nucleare, per giunta vincolandoci ad acquistare gas liquefatto USA a un prezzo 4-5 volte superiore a quello precedente.
Se cambiamo la cultura di accettazione passiva e togliamo l'aspetto di normalità da ciò che normale non è affatto, si creeranno poi le condizioni per un cambio di paradigma anche nel mondo reale.
Buona (vera) Liberazione a tutti!
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