TRUMP COMPRA IL GASOLIO DA PUTIN. L'EUROPA COMPRA LA PROPRIA ROVINA.
Trump si accorda con Putin per rimettere sul mercato il gasolio russo e frenare i prezzi. L'Europa, invece, resta prigioniera delle proprie sanzioni tafazziane e della propria retorica di guerra, sempre più lugubre e calendiana.
Milioni di europei sono esposti a una grave povertà energetica. Il caro carburanti si trasferisce sui trasporti, sul cibo, su ogni bene essenziale. Il gasolio a 3 euro al litro non viene visto dai maggiorenti europoidi come uno scenario da scongiurare, bensì come un destino da accettare con muta rassegnazione.
E per ottenere cosa? Per una politica che impoverisce i cittadini senza renderli più sicuri. Anzi, alimenta un'escalation militare con la Russia che rischia di produrre proprio la guerra che dice di voler prevenire, facendo felici solo i pescecani del Partito Unico del Riarmo che ormai vaneggiano di attacco NATO alla Russia dopo opportuno casus belli.
Intanto la cotonatissima Ursula celebra il Nobel per la pace a Navi Pillay senza nominare una sola volta Israele, il Paese i cui dirigenti sono accusati di genocidio dalla Corte Penale Internazionale presieduta proprio da Pillay.
Riepilogando: con la Russia, abbiamo decenni di sanzioni e minacce; con Israele, una vita di silenzi e indulgenza (ricordate cosa confessava il cancelliere Merz?: "Fanno il lavoro sporco per noi").
Non esiste una politica estera coerente. Si rivelano nudi e crudi invece i due pesi e due misure che disintegrano sempre di più la già scarsa credibilità europea.
Il continente e il Mediterraneo hanno bisogno di pace, energia accessibile e sicurezza. Non di classi dirigenti disposte a sacrificare tutte e tre con totale insensibilità per il destino dei popoli. Serve più che mai un vero Partito della Pace.
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Parlerò anche di questo con altre eminenti personalità, sabato 17 ottobre a Napoli (vedi locandina)
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Forwarded from Pino Cabras
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