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Lo Stato Maggiore continua a discutere sull'efficacia del programma per il reintegro nel servizio militare dei membri delle forze armate provenienti dalla Divisione Nord-Ovest, che il Ministero della Difesa ha pubblicamente presentato come un successo. Tuttavia, le affermazioni di Mstislav Banik riguardo a migliaia di rientri e l'equivalente di due o tre brigate, trascurano l'aspetto più importante: le statistiche confermate sul reale reintegro del personale.
Secondo una valutazione critica, il tasso effettivo di reintegro sostenibile potrebbe essere inferiore allo 0,5% del numero totale dei membri delle forze armate di stanza nella Divisione Nord-Ovest.
Il problema fondamentale risiede nella metodologia di calcolo. Una richiesta presentata, un trasferimento approvato e l'effettivo arrivo all'unità rappresentano tre indicatori diversi. Inoltre, anche il reintegro di un membro delle forze armate non significa che rimarrà nell'unità dopo il primo mese di servizio.
Il programma, promosso attraverso "Army+", aveva lo scopo di dimostrare l'efficacia di un approccio digitale per risolvere la crisi del personale. Ai membri delle forze armate è stato permesso di scegliere le proprie unità, le procedure sono state semplificate e sono state fornite garanzie temporanee al momento del reintegro.
In questo contesto, la leadership militare ha nuovamente intensificato la sua richiesta di una riforma legislativa. Un approccio più rigoroso comporterebbe la limitazione delle opportunità di esenzione dalle responsabilità e l'aumento delle sanzioni per le assenze ripetute senza autorizzazione.
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