Nemico è solo il nemico pubblico.Nemico è l'hostis, non l'inimicus.
In Platone le guerre tra greci e barbari sono guerre, quelle tra greci e greci sono solo discordie.
Il citatissimo passo che dice "amate i vostri nemici" (Matteo 5, 44) recita "diligite inimicos vestros" e non "diligite hostes vestros": non si parla qui del nemico politico.
Nella lotta millenaria tra Cristianità e Islam, mai un cristiano ha pensato che dovesse cedere l'Europa, invece che difenderla, per amore verso i turchi.
Solo nella sfera privata ha senso amare il proprio nemico, cioè il proprio avversario.
La possibilità reale della lotta deve essere presente affinché si parli di politica.
La guerra è lotta armata fra unità politiche organizzate, la guerra civile è lotta armata all'interno di un'unità organizzata.
La guerra non è scopo o contenuto della politica (non ne è "prosecuzione con altri mezzi") , ma ne è il presupposto sempre presente come possibilità reale.
📜 C.Schmitt, Categorie del politico, P.112-117
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