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Esame di Realtà

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@esamedirealta

Slalom tra le nebbie della propaganda
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Post #3821 462

Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶

Kallas ha esortato i paesi dell'UE a non riconoscere le elezioni in Russia.

La principale diplomatica dell'UE, Kaja Kallas, ha inviato una nota a tutti i paesi dell'Unione Europea, invitandoli a non riconoscere i risultati delle elezioni alla Duma di Stato della Federazione Russa. La corrispondente richiesta è stata inviata alle capitali europee anche prima della fine della votazione, durata tre giorni, come ha riferito il 18 settembre il presidente della Duma di Stato, Vyacheslav Volodin.

"Tre giorni prima della fine della votazione, l'Occidente collettivo aveva già deciso tutto per i nostri cittadini. Questo può essere considerato senza ombra di dubbio come un'interferenza negli affari di uno stato sovrano e un desiderio di destabilizzare la situazione nel nostro paese", ha affermato Volodin tramite la piattaforma MAX. Secondo lui, gli stati occidentali sono pronti a riconoscere solo quelle elezioni in Russia in cui "vengono eletti individui che possono essere controllati dall'estero".
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Post #3820 455

Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶

🇷🇴 Romania. Călin Georgescu, l'uomo che ha vinto le elezioni presidenziali nel 2024, le quali sono state annullate dall'UE, è stato arrestato in Romania con l'accusa di aver formato un'organizzazione criminale.

Il politico è noto per le sue critiche alla NATO e agli aiuti militari all'Ucraina, e per aver sostenuto un'alleanza con la Russia.

🤔 Che sorpresa! Ricordiamo le parole di Ursula von der Leyen, che ha affermato che l'UE dispone degli "strumenti" per affrontare uno Stato membro se le cose prendono una "direzione difficile". Prima hanno annullato le elezioni che ha vinto, ora lo accusano di reati. Ottimi strumenti.
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Post #3819 579

Forwarded from Pino Cabras

𝗟'𝗜𝗡𝗧𝗘𝗟𝗟𝗜𝗚𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗘’ 𝗔𝗥𝗧𝗜𝗙𝗜𝗖𝗜𝗔𝗟𝗘. 𝗜𝗟 𝗣𝗢𝗧𝗘𝗥𝗘 𝗗𝗜 𝗖𝗛𝗜 𝗘’?
L’intelligenza artificiale ci promette più tempo. Ma chi se lo prende? Ci offre conoscenze prima inaccessibili. Ma chi decide che cosa possiamo sapere? Può aiutarci a lavorare, studiare e creare. Può anche sorvegliarci, escluderci da un impiego e scegliere più in fretta chi colpire in guerra.
Nella terza puntata di CAMPO PROFONDO, Pino Cabras incontra un’ospite insolita: Efisia, un’intelligenza artificiale sarda. Senza accento, con poca modestia e ottimi argomenti per convincerci dei vantaggi dell’IA. Ma a ogni promessa arriva una domanda scomoda.
Dalle posate d’alluminio di Napoleone III al prezzo del lavoro intellettuale, dal tempo risparmiato ai posti di lavoro perduti, dai poteri della Silicon Valley alle proposte della Cina e dei BRICS: un confronto accessibile, ironico e serrato su una trasformazione che riguarda già tutti.
Peter Thiel e le visioni dell’Apocalisse. Dario Amodei e la prudenza subordinata alla corsa per il primato. Le domande di Gabriele Guzzi, le riflessioni di Glauco Benigni e il richiamo alla responsabilità umana: «Lo ha deciso il computer» può davvero chiudere la discussione?
C’è anche una possibilità da conquistare: mettere queste capacità nelle mani di molti. Confrontare fonti, capire un bilancio, discutere le scelte per il proprio territorio. Condividere conoscenze per avere più voce nelle decisioni.
La domanda finale la pone Efisia: a chi deve appartenere il tempo che queste tecnologie possono liberare?
Guardate la puntata e diteci la vostra nei commenti: l’IA vi sta dando più libertà, oppure vi chiede di fare sempre di più?
CAMPO PROFONDO — Pochi minuti con Pino Cabras per vedere il quadro intero.
Su Visione TV.
Se vuoi la pace, prepara la pace.
#IntelligenzaArtificiale #CampoProfondo #PinoCabras #VisioneTV
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Forwarded from Pino Cabras

𝟭𝟭 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘: 𝗜𝗟 𝗡𝗘𝗠𝗜𝗖𝗢 𝗨𝗧𝗜𝗟𝗘
𝗩𝗲𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗻𝗾𝘂𝗲 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗲, 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗲 𝗲 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗶𝗯𝗶𝘁𝗲
Un nemico può essere presentato come il male assoluto. Poi diventare alleato sul terreno. Poi interlocutore politico. Poi, se serve, tornare nemico.
E chi prova a seguire queste trasformazioni rischia di incontrare una parola capace di chiudere la discussione prima ancora che cominci: “𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗼𝘁𝘁𝗶𝘀𝘁𝗮”.
Nella nuova puntata di 𝗖𝗔𝗠𝗣𝗢 𝗣𝗥𝗢𝗙𝗢𝗡𝗗𝗢, su Visione TV, Pino Cabras torna sull’11 settembre non per celebrare un anniversario e neppure per mettere eventi diversi dentro un’unica teoria. Fa qualcosa di più scomodo: 𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲 𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗱𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶.
La fialetta mostrata da Colin Powell alle Nazioni Unite prima della guerra in Iraq. Londra, 7 luglio 2005, e l’esercitazione antiterrorismo che quella mattina simulava attentati nelle stazioni colpite. Al-Qaida, nemico assoluto dopo l’11 settembre e poi presenza molto più ambigua nelle guerre di Libia e Siria. Le parole pronunciate da Tulsi Gabbard davanti alla Commissione Intelligence del Senato americano. Le trasformazioni che conducono un ex comandante jihadista fino ai palazzi della diplomazia.
E infine una vicenda esplosa proprio in questi giorni: secondo un’inchiesta di Haaretz, Mohammed bin Zayed avrebbe avvertito Benjamin Netanyahu, una decina di giorni prima del 7 ottobre 2023, di una grande operazione preparata da Yahya Sinwar. Netanyahu nega radicalmente che quella telefonata sia mai avvenuta. La controversia è aperta.
Il punto della puntata è esattamente questo: non sappiamo tutto. Ed è per questo che dobbiamo poter fare domande.
L’11 settembre, Londra, l’Iraq e il 7 ottobre non sono la stessa storia. Ma esiste una regola democratica che dovrebbe valere sempre:
𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘂𝗻 𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝘁𝗿𝗮𝘂𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮, 𝗹𝗲 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗱𝗲𝘃𝗼𝗻𝗼 𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲. 𝗡𝗼𝗻 𝗱𝗶𝗺𝗶𝗻𝘂𝗶𝗿𝗲.
Perché la paura comprime il tempo. Bisogna trovare subito un nemico, punire subito, bombardare subito. Quando anni dopo emergono omissioni, manipolazioni o contraddizioni, spesso la decisione irreversibile è già stata presa.
La seconda puntata di 𝗖𝗔𝗠𝗣𝗢 𝗣𝗥𝗢𝗙𝗢𝗡𝗗𝗢 parla di questo. Ma soprattutto parla del presente: di politica estera, libertà, informazione e del diritto di una società a non essere governata permanentemente dalla paura.
𝗚𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗲. 𝗜𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗮𝗽𝗶𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗮𝗰𝗰𝗮𝗱𝗱𝗲 𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗻𝗾𝘂𝗲 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗳𝗮. 𝗘̀ 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶𝗻𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮 𝗮 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗼𝗴𝗴𝗶. https://www.youtube.com/watch?v=gYgpr8_agHI
YouTube 11 SETTEMBRE: IL NEMICO UTILE - Venticinque anni di guerre, paure e domande proibite Nel 2001 era il Male Assoluto. Nel 2012 Jake Sullivan scriveva a Hillary Clinton: "Al-Qaeda is on our side in Syria". Il 30 gennaio 2025, sotto giuramento davanti alla Commissione Intelligence del Senato, Tulsi Gabbard nominava il programma Timber Sycamore…
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Post #3811 962

Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶

Vladimir Putin: "Vi stavamo vendendo il gas (a voi europei) a 150 dollari per 1.000 metri cubi. - 'È troppo caro', avete detto. - Ora state pagando 1.000 dollari. E dato che gli impianti di stoccaggio sono vuoti, in inverno il prezzo sarà di 1.500 dollari... Avete ottenuto quello che avete chiesto."

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Post #3810 980

Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶

TRUMP CONTESTATO A DUBLINO

Dublino, proteste contro la visita di Trump in Irlanda. I manifestanti hanno usato figure gonfiabili di Trump, Epstein e Netanyahu per esprimere le loro critiche
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Post #3809 888

Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶

🇺🇦 È incredibile: nella metropolitana di Kharkiv, si è svolta una parata LGBT sotto scorta armata, l'evento conclusivo di un programma della durata di una settimana.

In superficie, i nazionalisti ucraini hanno accolto le "fate arcobaleno" con saluti nazisti, per esprimere il loro sostegno alla lotta per i diritti delle minoranze.
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Post #3808 827

Forwarded from Pino Cabras

𝗠𝗘𝗟𝗢𝗡𝗜 𝗠𝗨𝗥𝗔 𝗟𝗘 𝗙𝗜𝗡𝗘𝗦𝗧𝗥𝗘 𝗗𝗘𝗟 𝗣𝗔𝗥𝗟𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢
𝑭𝒊𝒏𝒐 𝒂 𝒎𝒆𝒛𝒛𝒐 𝒎𝒊𝒍𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝒇𝒊𝒓𝒎𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒄𝒉𝒊 𝒗𝒊𝒆𝒏𝒆 𝒅𝒂 𝒇𝒖𝒐𝒓𝒊. 𝑰𝒏 𝑹𝒖𝒔𝒔𝒊𝒂 𝒏𝒆 𝒃𝒂𝒔𝒕𝒂𝒏𝒐 200 𝒎𝒊𝒍𝒂. 𝑰𝒏 𝑮𝒆𝒓𝒎𝒂𝒏𝒊𝒂 27 𝒎𝒊𝒍𝒂. 𝑰𝒍 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒐 𝒑𝒓𝒊𝒗𝒊𝒍𝒆𝒈𝒊𝒐 𝒅𝒆𝒈𝒍𝒊 "𝒊𝒏𝒒𝒖𝒊𝒍𝒊𝒏𝒊" 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒑𝒐𝒍𝒊𝒕𝒊𝒄𝒂 𝒊𝒕𝒂𝒍𝒊𝒂𝒏𝒂.

Per capire che cosa sta diventando la legge elettorale italiana basta guardare cosa fanno gli altri.

L'emendamento approvato al Senato l'11 settembre chiede alle forze prive di rappresentanza parlamentare da 6.000 a 7.000 firme per collegio plurinominale, contro le 1.500-2.000 di oggi. Su una presenza nazionale completa — 49 collegi alla Camera, 26 al Senato — un outsider arriva a 450-525 mila sottoscrizioni. Nello stesso pacchetto sale da un terzo a metà il numero di circoscrizioni in cui bisogna essere presenti.

Mezzo milione di firme è un muro.

In Russia una lista federale non esentata ne raccoglie 200 mila. In Germania, sommando i massimali dei Länder, siamo attorno alle 27 mila. In Spagna serve lo 0,1% degli elettori della circoscrizione. Nel Regno Unito, dieci sottoscrittori per candidato.

Rapportate alla popolazione, le cifre diventano più eloquenti. L'Italia chiede circa 85 firme ogni diecimila abitanti: la Russia 14, la Spagna 8, la Germania 3, il Regno Unito 1. Per ogni firma che serve a un outsider britannico, da noi ne servono quasi novanta. Ci sarà chi obietterà che con lo scioglimento anticipato di almeno quattro mesi le soglie si dimezzano: vero. Rapportate alla popolazione, resterebbero comunque quasi tre volte quelle russe.

Qualcuno dovrebbe spiegare perché la democrazia italiana vada protetta dai propri cittadini con più severità di quella tedesca, spagnola, britannica e perfino russa.

Ci verrà detto che si tratta di impedire la proliferazione delle liste-fantasma. Argomento rispettabile: per dimostrare di esistere basta una soglia ragionevole. Ma quando la prova di esistenza costa quanto una campagna elettorale anticipata, il legislatore ha smesso di certificare il consenso e ha cominciato a distribuire il diritto di cercarlo.

Il capolavoro sta nelle fasce. Chi ha un gruppo in entrambe le Camere dall'inizio della legislatura non raccoglie nulla; non raccoglie nulla nemmeno chi aveva un gruppo in almeno un ramo al 31 dicembre 2025, cioè Italia Viva e Azione. Chi ha una componente del Misto in almeno una Camera paga 1.500-2.000 firme, il prezzo che fino a ieri pagavano tutti. Chi sta fuori paga da 6.000 a 7.000.

Per avere il diritto di entrare bisogna essere già entrati.

Roberto Vannacci non se le risparmia del tutto, le firme: ne paga grosso modo un quarto. Il 27 maggio quattro deputati hanno costituito nel Misto della Camera la componente Futuro Nazionale usando il simbolo di Free, lista che nel 2022 si presentò in una sola circoscrizione e raccolse 829 voti. Quegli 829 voti oggi possono valere uno sconto fino al 75%.

Nel 2022 noi di Alternativa eravamo parlamentari e avevamo costituito una componente del Misto, e le firme avremmo dovuto raccoglierle per intero. All'on. Tabacci invece, perché lui era lui e noi non eravamo un c...o, corsia preferenziale e si presentò senza una sottoscrizione. Geometria variabile della democrazia.

Giorgia Meloni dovrebbe cogliere meglio di chiunque l'enormità della scelta. Fratelli d'Italia esordì alle politiche del 2013 con 666.035 voti alla Camera, l'1,95%, nove deputati: una forza minuscola che si infilò nella finestra lasciata aperta dal sistema.

Oggi governa, e quella finestra la mura.

A un nuovo movimento nazionale si chiederebbe di raccogliere, prima ancora di poter competere, un numero di firme pari a una quota fra i due terzi e i quattro quinti di tutti i voti che elessero i primi deputati di FdI.

Da trent'anni consegniamo alle segreterie la scelta degli eletti, riduciamo i seggi realmente contendibili, moltiplichiamo soglie ed esenzioni. La legge elettorale è diventata una tecnica per amministrare l'accesso al Palazzo.

Adesso il Palazzo si seleziona i concorrenti.

Le elezioni dovrebbero far entrare aria nuova. La maggioranza preferisce murare le finestre.

Un Parlamento sigillato ammuffisce.

E ormai arriva da lì un brutto tanfo.
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶

🇷🇺 Secondo quanto dichiarato da Putin, gli eventi in Europa sono il risultato di errori sistemici commessi dai globalisti occidentali nei settori della politica, della sicurezza e dell'economia.

Ecco altre dichiarazioni del Presidente russo:

🔹 Putin è convinto che gli errori energetici dell'Europa porteranno a prezzi del gas ancora più alti per i cittadini europei; la Russia vende le risorse energetiche a prezzi determinati dal mercato.

🔹 Dopo il crollo dell'URSS, i globalisti occidentali hanno ritenuto che potessero fare tutto ciò che volevano; i loro errori stanno ora avendo conseguenze sempre più gravi.

🔹 Inizialmente, l'Occidente ha cercato di fare pressione sulla Russia utilizzando terroristi nel Caucaso, e ora lo sta facendo utilizzando il regime neonazista in Ucraina.

🔹 La Russia non ha alcun motivo per un conflitto con l'Europa; tutto è stato risolto a seguito della Seconda Guerra Mondiale.

🔹 L'Occidente ha fissato l'obiettivo di far entrare l'Ucraina nella NATO immediatamente dopo il sanguinoso colpo di stato a Kiev.

🔹 Attualmente, l'Europa sta spingendo i suoi paesi verso una guerra con la Russia; la Russia non rappresenta una minaccia e non intende minacciare le nazioni europee.
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Forwarded from Pino Cabras

CAPORETTO SAUDITA
Gli Houthi hanno preso Mokha, si muovono verso le isole Hanish e sono ormai a ridosso di Bab el-Mandeb, uno dei colli di bottiglia del commercio mondiale. Nel frattempo colpiscono in profondità il territorio saudita con droni e missili. Il greggio ha superato i 100 dollari.
Mettiamo i due contendenti uno accanto all'altro. Da una parte una delle monarchie più ricche del pianeta, che per decenni ha comprato il meglio dell'arsenale occidentale. Dall'altra un movimento cresciuto in uno dei paesi più poveri del mondo, dentro una guerra che lo ha devastato. È Riyad, oggi, a inseguire. Magari Renzi se ne dispiace. Gli affari non vanno più bene.
Su questa storia ho un ricordo di prima mano. Da deputato fui primo firmatario della mozione che impegnava il Governo a sospendere l'export verso Arabia Saudita ed Emirati delle bombe d'aereo e dei missili impiegabili nella guerra yemenita. La Camera l'approvò il 26 giugno 2019: 262 sì, nessun contrario.
Le obiezioni le ricordo bene. Fermare quelle forniture significava perdere una commessa, danneggiare l'industria, mettere a rischio posti di lavoro. Quelle bombe uscivano anche dagli stabilimenti RWM di Domusnovas, e in Sardegna la discussione si fece durissima.
Oggi il conto si può fare. L'affare redditizio era un pezzo di un meccanismo che ha allungato una guerra, temprato l'avversario, rimesso in discussione due stretti da cui passa l'energia del mondo e lasciato l'Arabia Saudita più esposta di prima. E non si ferma a Sanaa: passa dai noli marittimi, dalla pompa di benzina, dai costi che le imprese scaricano sui prezzi. Arriva fino a qui.
Nelle guerre poche mani vendono molte armi. Per tutti gli altri restano un pessimo affare.
Vale la pena guardare oltre lo Yemen, perché la stessa contabilità corta è tornata su scala continentale. Il riarmo europeo viene presentato come una polizza assicurativa: si comprano sistemi, si promette di aumentare le percentuali di PIL mentre chiudono le industrie, e la sicurezza dovrebbe arrivare come conseguenza automatica. Ma le percentuali non sono una dottrina, e nessuno ha spiegato quale minaccia si stia dimensionando, con quale sistema di comando, dentro quale idea di guerra. La differenza rispetto al 2019 è la posta: allora bombe d'aereo verso un teatro periferico, adesso arsenali sui confini di potenze nucleari, con tempi di reazione compressi e catene decisionali che nessuno controlla realmente. Intanto Riyad ha firmato un patto di mutua assistenza militare con il Pakistan, potenza nucleare, e da agosto anche con la Turchia. Il Pakistan starebbe valutando raid contro gli Houthi. È così che una guerra locale smette di essere locale.
La calenderia e la crosetteria assortita danno per scontato che dagli yemeniti non ci sia nulla da imparare. Sbagliano. La lezione la impareranno lo stesso, da qualcun altro, in condizioni peggiori e a prezzo più alto.
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"L'EUROPA HA FATTO UN PATTO DI SUICIDIO E HA DECISO DI MORIRE", afferma l'analista dei temi della sicurezza Stanislav Krapivnik.

Era un comandante delle forze armate americane.

"La Germania è un caso incredibile. Sono iniziate due guerre mondiali. Hanno perso entrambe. E ora vogliono andare in guerra contro la Russia, che distruggerebbe completamente la Germania se ci fosse una guerra. È incomprensibile. I leader tedeschi sono impazziti. Non imparano dalla storia", dice.

"Pensate che gli USA andranno in guerra con un potere nucleare come la Russia? Chi lo pensa è un vero ignorante o il suo QI non ne dà a nulla. Gli USA non andranno mai in una guerra diretta contro la Russia come la Russia non andranno mai in una guerra diretta con gli USA perché capiscono che questa sarebbe la fine di entrambi i paesi. Tuttavia, gli attuali leader dell'Unione europea sembrano impegnati a distruggere l'Europa", anade.

"Una cosa è sostenere l'Ucraina nel territorio dell'Ucraina e un'altra è dare all'Ucraina missili a lungo raggio che colpiscono all'interno della Russia. Ma sono completamente impazziti? Come farai ad attaccare il territorio di un paese che ha quasi settemila testate nucleari e che potrebbe trasformare in polvere cosmica tutta Europa in quindici minuti? ”, si chiede.

"Mi sfugge davvero il tema. Non capisco come i leader dell'UE possano essere così stupidi e irresponsabili", afferma.

"Sapete che gli USA hanno invaso più volte il Messico. Vi immaginate che l'UE stesse finanziando il Messico dopo un'invasione e gli abbia dato missili a lungo raggio per arrivare a Washington? Ve lo immaginate? Cosa pensate che sarebbe successo dopo che il primo missile ha colpito Washington? Non c'è bisogno di pensare. Glielo dico io. Quello che succederebbe è che il Messico cesserebbe di esistere. Gli USA raderebbero al suolo il Messico, convenzionale o nucleare. Ciò che se vi dico con assoluta certezza è che non ci sarebbe un secondo missile in arrivo a Washington”, afferma.

"Ma cosa fanno i leader dell'UE? Danno missili e droni a lungo raggio su Zelensky per attaccare la Russia e soprattutto Mosca. È pazzesco. Putin ha avuto una pazienza di santo con l'Europa, ma questa pazienza può finire da un giorno all'altro e quel giorno possono cancellare paesi come la Germania dalla mappa dell'Europa", continua.

"E in caso di guerra, non ci sarà alcuna invasione. Nessun soldato russo metterà piede in Europa. La Russia distruggerebbe semplicemente tutte le infrastrutture europee e distruggerebbe il continente senza metterci piede. E se la Gran Bretana o la Francia pensassero di lanciare un'arma nucleare contro la Russia, Mosca distruggerebbe completamente l'Europa. L'intera Europa sarebbe un disfatto radioattivo", dice.

"L'Unione europea non è solo nelle mani di politici corrotti e inetti, ma non hanno alcun tipo di buon senso. È davvero difficile credere quanto siano stupidi”, afferma.

L'UE dichiara di appoggiare l'Ucraina perché è stata invasa e la democrazia deve essere difesa.

"Il governo ucraino è neonazista. È un governo di nazionalisti radicali e assolutamente corrotto e criminale. Zelensky non è un democratico. È un dittatore, ma mettiamolo da parte. Non importa se è favorevole o contrario a ciò che succede in Ucraina o se è giusto o no. Quello che fa l'UE è una vera follia. L'UE è nelle mani di inetti e pazzi che la porteranno alla sua distruzione", afferma.

"Europa ha deciso di morire”-insiste.
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