Se la scuola addestra l’uomo-protesi e il mercato ne mercifica l’anima, la geopolitica contemporanea costituisce la cornice di forza che blinda questo stato di cose. Nell’arena internazionale si consuma oggi l’ultimo atto del conflitto tra due visioni del mondo inconciliabili: da un lato, l’atlantismo omologante occidentale, braccio armato del tecno-capitalismo e del globalismo; dall’altro, il sogno eretico e calpestato di un’Europa imperiale, organica e multipolare, un blocco continentale sovrano capace di estendersi, secondo la celebre intuizione di Adriano Romualdi, “da Brest a Vladivostok”.
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