C’è stato un tempo in cui essere buoni era una virtù conclamata, riconosciuta. Non c’era, allora, nessuna ombra di dileggio nel dire: come sei buono. Quello sarebbe accaduto dopo, quando chi aveva il dono della virtù (il talento, la competenza costruita con lo studio, la bontà) ha dovuto cominciare a nasconderlo, e a difendersi.
Quanto è reale e veritiero quello che scrive Concita De Gregorio nel suo ultimo libro?
Siamo arrivati al punto di autocensurare i nostri pensieri e le nostre idee pur di non ricevere giudizi gratuiti e attacchi, anche personali. È forse questo l’errore più grande dei nostri tempi: decidere di stare in silenzio, nascondersi, e far parlare solo chi usa le parole per ferire.
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