Siti web e contenuti creati dall'AI: primi guai all'orizzonte.
In questi mesi ci hanno sempre suggerito che Google non penalizza a prescindere i contenuti creati dall'AI. Ed è vero.
Solo che questa definizione viene presa sempre troppo alla lettera da chi vuole scalare e automatizzare attività che dovrebbero essere considerate in grado di veicolare valore. Cosa succede se un contenuto non lo fa?
Semplice, Google lo ignora.
Sempre più spesso mi trovo ad analizzare attività editoriali, magari create da zero, che continuano a proporre contenuti generati in automatico dall'AI.
Non ci sono blocchi tecnici, non ci sono noindex o regole robots.txt che impediscono l'indicizzazione. La sitemap funziona, i meta tag funzionano. Ma Google semplicemente non ne vuole sapere. Perché il contenuto:
• È una duplicazione di qualcosa che già esiste.
• Non aggiunge valore rispetto ad altre fonti.
• L'AI genera pagine prive di testo, thin content.
Ora mi dirai: eh ma La Repubblica fa lo stesso e si indicizza. Però fare il confronto con chi ha le spalle grandi non è mai una buona idea.
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