AUTISMO
Lavorando nella scuola, vivo il problema dell’autismo in modo diretto. Tra i miei allievi vi sono dei ragazzi autistici e sono molto turbato al pensiero non solo della loro sofferenza, ma anche delle enormi difficoltà a cui vanno incontro le loro famiglie.
Chi minimizza il problema affermando che l’autismo è sempre esistito dice una verità molto parziale. Certamente anche in passato esisteva questa patologia, ma solo da poco il fenomeno ha assunto le proporzioni allarmanti che registriamo oggi. Quando ho fatto la scuola dell’obbligo, per fare un esempio, tra i miei coetanei vi erano dei disabili e dei bambini molto timidi e perciò considerati poco svegli ( questo, peraltro, non ha impedito loro di avere una vita normalissima e , a volte, di grande successo), ma non ho ricordo di compagni che manifestassero i sintomi tipici dell’autismo.
Bisogna riconoscere che siamo di fronte a una vera, per quanto misconosciuta, emergenza sanitaria. Sorge allora spontanea una domanda. Cosa determina questa diffusione di natura esponenziale della malattia?
Da quanto ho capito, a provocarla non è né un virus nè un batterio. Anche solo mormorare che i vaccini c’entrino qualcosa attira le più violente invettive da parte dei soloni della medicina.
Va bene. Cosa è allora?
Non stiamo parlando di un fuorigioco o di un calcio di rigore non assegnato, ma di una malattia un tempo sconosciuta e che ora sconvolge l’esistenza di decine di migliaia di famiglie.
Una tale crescita può essere spiegata solo con ragioni ambientali o antropiche. Nel periodo che va dal concepimento alla diagnosi deve intervenire qualche fattore esterno, un tempo assente, che favorisce l’insorgere della sindrome.
Escludiamo pure i vaccini. E’ l’alimentazione? Un qualche farmaco ingerito dalla madre durante la gravidanza? L’esposizione alle onde magnetiche? L’inquinamento? Le polveri sottili? Le piogge acide? Lo spirito santo? Che cosa?
Fino a metà dell’Ottocento il colera era una delle principali cause di morte. Quando ci si rese conto che l' inquinamento dell'acqua ne favoriva l'insorgenza, le reti fognarie cominciarono ad essere separate dalle fonti idriche e il colera, almeno in Europa, cessò a poco a poco di essere una minaccia.
Ci sono degli strumenti molto sofisticati per capire cosa sta accadendo. Non posso credere che la medicina moderna non abbia la capacità di individuare le cause antropiche o ambientali che favoriscono l’insorgere dell’autismo. Se ciò avvenisse (come è difficile non sospettare) per tutelare dei precisi interessi, si tratterebbe di un crimine mostruoso.
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Forwarded from SilvioDallaTorre