Il Comune di Pisa, la Regione Toscana e l’ambasciata ucraina patrocinano il Pisa Book Festival. La cultura è uno strumento di offesa se a gestirla sono i centri di potere che detengono il controllo dei media. Con sei seminari in quattro giorni verrà promossa la propaganda dell’ambasciata ucraina e ribadita la necessità e l’urgenza dell’invio di armi e del riarmo. Solo il 18% degli italiani è favorevole all’invio di armi all’Ucraina e il 62% è contrario al riarmo: i contribuenti devono pagare un evento asservito allo scopo di giustificare le politiche anti-popolari della classe dirigente.
Siamo il paese che nega l’agibilità ad intellettuali e artisti russi e che accoglie la messa fuori legge da parte degli USA di un collettivo di informatici tacciati alla stregua di pericolosi terroristi. Non possiamo accettare che un evento culturale sia strumentalizzato per legittimare la corsa al riarmo presentando una narrazione faziosa e unilaterale come fa la relatrice Elena Kostioukovitch: “vi assicuro che non ci sono neonazisti in Ucraina” (ma al massimo “ragazzacci” tatuati) e “Israele per l’Ucraina è un Paese eroico e un campione per il futuro. In Ucraina si dice che <<ora bisogna costruire un nuovo Israele>>”.
Ribadiamo un’altra idea di cultura, contro il militarismo dilagante, la normalizzazione della guerra e il revisionismo che cancella la storia e la riscrive a proprio piacimento.
Chiunque voglia contestare il Pisa Book Festival può scrivere un email movimentoberninidimettiti@gmail.com per ricevere il link della riunione online di lunedí 28 settembre alle 21.
-Movimento Bernini Dimettiti!
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