Diamo voce anche noi all’iniziativa “il NOcheUNISCE: Psicologi per la Dignità Professionale”.
In vista del referendum per la modifica del Codice Deontologico degli Psicologi, che sarà tra il 21 e 25 settembre (tramite voto online) è stato fatto un intenso lavoro da parte di diversi gruppi di professionisti del settore (Coordinamento Psicologi, Consulta Psicologi ContiamoCi!, Comitato Psicologi per l’Etica e la Deontologia, Psicologi per le Libere Scelte e la Deontologia, Miriam Gandolfi e altri).
Dall’unione di questi gruppi è nato il gruppo "
Il NO che UNISCE: Psicologi per la Dignità Professionale", che intendono votare NO a questa modifica del Codice.
Vi invitiamo a visitare il canale Telegram
https://t.me/IlnocheUniscePsy.e a documentarvi sulla pagina
https://www.ilnocheunisce.it/documento-di-critica-alla-revisione-del-codice-deontologico-degli-psicologi-in-vista-del-referendum-2023/ per comprendere nel dettaglio le motivazioni del NO.
Le modifiche proposte al Codice Deontologico incidono profondamente sui seguenti aspetti:
🔴 sull’autonomia, l’autodeterminazione e la riservatezza del paziente/cliente e dello psicologo/psicoterapeuta;
🔴 sull’imprescindibile valenza della responsabilità genitoriale sui figli minorenni e, in particolare, sul consenso informato;
🔴 sulla la libertà di cura da parte del professionista, non obbligato a sottostare a linee guida che non compaiono nelle fondamenta di molti approcci di psicoterapia;
🔴 sulla segretezza e la libertà di scelta del professionista in merito ai trattamenti sanitari a cui si sottopone.
Tutto questo richiama alla mente le manovre in atto da tempo (vedi ad es. la
LEGGE 11 gennaio 2018, n. 3, “
Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonche' disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute”, orientate a “blindare” gli ordini professionali come organi sussidiari dello stato, a fare riferimento ad una “
comunità scientifica ufficialmente riconosciuti dallo Stato o da organizzazioni intergovernative” con lo scopo di “
piegare l’etica professionale in direzione della mera obbedienza a decisioni che riflettono i mutevoli assetti politico-istituzionali e gli interessi economici dei promotori della ricerca scientifica stessa, i quali spesso rivestono anche il ruolo di revisori dei risultati”.
La questione, quindi, non riguarda solamente gli addetti ai lavori ma NOI tutti, dal momento che – come abbiamo potuto constatare negli ultimi anni – le conseguenze di queste manovre hanno pesanti ricadute sulle nostre vite.
Invitiamo ognuno a prendere coscienza di quanto sta accadendo in questo contesto: si tratta di una situazione preoccupante che oggi coinvolge gli psicologi, ma più in generale riguarda tutte le professioni sanitarie, che si troveranno probabilmente investite di iniziative simili.
Potete seguire l’iniziativa anche su:
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