COMUNICATO
In relazione alla recente campagna che promuove il ricorso collettivo alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) per le presunte violazioni derivanti dalle esclusioni scolastiche nella fascia 0-6 anni, a seguito dell’applicazione del DL 73/2017, convertito in Legge 119/2017 (così detta Legge Lorenzin), si ritiene opportuno chiarire alcuni aspetti fondamentali.
Numerosi ricorsi sono stati presentati alla CEDU negli anni della crisi sanitaria per presunte violazioni dei diritti fondamentali. Tuttavia, nessuno di essi ha condotto, ad oggi, al riconoscimento formale delle violazioni lamentate.
In particolare, un ricorso intentato da un gruppo di genitori della Repubblica Ceca alla CEDU venne respinto con una sentenza estremamente contraddittoria nella quale la limitazione della libertà di scelta individuale veniva “compensata”, secondo un criterio “proporzionale”, dal perseguimento del miglior interesse del bambino: alla luce di quanto sopra, pur riconoscendo che la segnalazione alla CEDU delle gravi violazioni perpetrate negli ultimi otto anni possa rappresentare un atto di grande significato simbolico e una forma di denuncia pubblica, si ritiene che tale iniziativa non offra, allo stato attuale, una risposta concreta ed efficace per contrastare le esclusioni scolastiche.
Approfondimenti su: https://www.comilva.org/it/informazione/comunicato-comilva/comunicato-7-luglio-2025-sul-ricorso-alla-cedu-sulla-legge-lorenzin
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