Dott. Franco Stocco, 17 maggio, 2025
Lo scontro tra chi ritiene la vita come un processo spontaneo e chi la ritiene manipolabile alle radici si consuma attorno al controllo di due punti cruciali dell’esistenza: l’entrata e l’uscita, come nasciamo e come moriamo … Il diritto alla vita si tramuta in diritto sulla vita, la quale viene intesa come un bene parificato a quelli che qualifichiamo come oggetti di proprietà quindi sottoposti alla logica della volontà soggettiva.
Il problema non è se la vita debba essere imprigionata nelle norme ma se queste ultime siano adeguate a limitare la potenza espansionista della tecnica in un bilanciamento lungimirante tra poteri diversi.
Il rischio reale è che i confini del diritto siano definiti da protocolli scientifici trovandosi così a costituirsi come mera funzione procedurale attraverso la quale rendere legittime le decisioni prese centralmente o, peggio, su base democratica.