Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2023-25: non c’è emergenza che imponga approvazioni affrettate.
Prendere il tempo di discuterlo in modo adeguato, senza sottoscrivere possibili ipoteche
In data 24 gennaio 2023 il Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie ha inviato al Ministero della Salute e dell’Economia e a vari Assessorati copia dell’intesa tra Governo, Regioni e Province autonome del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2023-2025 e relativo Calendario Nazionale Vaccinale. Si evidenziano alcune criticità:
1.
Si continua a considerare la “
pratica vaccinale” utile alla comunità tramite un’alta copertura. Ciò assicurerebbe la “protezione comunitaria”, già detta “immunità di gruppo” o “di gregge”, senza precisare di quali vaccini si stia parlando e in base a quali dati epidemiologici. Il documento non dice che alcuni vaccini possono dare SOLO protezione individuale e non “protezione comunitaria”: ciò vale ad esempio con i vaccini per tetano, difterite, polio IPV, epatite B, pertosse, haemophilus influenzae tipo B, meningite B, influenza e in parte anche per l’antiparotite, che decade rapidamente;2.
La legge 119/2017, all’articolo 1-ter, prescrive:
“Sulla base della verifica dei dati epidemiologici, delle eventuali reazioni avverse segnalate … e delle coperture vaccinali raggiunte, nonché degli eventuali eventi avversi segnalati … può disporre la cessazione dell'obbligatorietà per una o più delle vaccinazioni di cui al comma 1-bis ...”
La revisione prescritta per legge non è stata fatta, a distanza di oltre 5 anni e mezzo dal varo della legge;
3.
In tema di farmacovigilanza, si legge che:
“Per la sorveglianza post-marketing dei farmaci e dei vaccini, l’Italia è dotata di un sistema di raccolta delle segnalazioni degli eventi avversi, la Rete Nazionale di Farmacovigilanza (RNF), che fa capo ad AIFA ed è costituita da una rete di Centri Regionali e Responsabili Locali di Farmacovigilanza per la registrazione degli stessi”
Questa e altre affermazioni generiche non si accompagnano a dati credibili sulle reazioni avverse registrate da tale Rete. In assenza di programmi di sorveglianza attiva su campioni rappresentativi di popolazione, manca una seria analisi della sicurezza dei programmi di immunizzazione di massa.
PROPOSTE
1.
Completare il percorso di valutazione previsto sull’obbligatorietà delle vaccinazioni, aprendo un dibattito scientifico pubblico;
2.
Attivare in modo contestuale serie ricerche con contributi pubblici per migliorare le pratiche vaccinali, a partire da programmi strutturati di farmacovigilanza attiva;
3.
Escludere, anche ai sensi della L. 119/2017, obblighi di vaccinazione in caso di avvenuta immunizzazione a seguito di malattia naturale, nonché di pericolo per la salute in relazione a specifiche condizioni cliniche, documentate nei modi stabiliti;
4.
Rendere disponibili vaccini monovalenti.
14 Febbraio 2023
Per la CMSi: Dott. Alberto Donzelli, Prof. Marco Cosentino, Prof. Vanni Frajese, Dott.sa Patrizia Gentilini, Prof. Eduardo Missoni, Dott. Panagis Polykretis, Dott. Sandro Sanvenero, Dott. Eugenio Serravalle.Potete leggere il Comunicato per esteso qui: https://cmsindipendente.it/sites/default/files/2023-02/20230215_Comunicato_CMSi_6_su_Piano_Nazionale_Prevenzione_Vaccinale.pdf
E come esperto indipendente: Prof. Paolo Bellavite