Elezioni Politiche 2022 alle porte!
Dopo la caduta del Governo Draghi e la decisione di convocare le elezioni politiche per il 25 settembre, le già scarse possibilità di ragionare sulla costruzione di un fronte alternativo alla logica dell’intrigo e dell’ammucchiata (con tanto di messinscena teatrale di maggioranza ed opposizione) si sono complicate enormemente.
Quello che potremo definire il panorama del dissenso che nasce dalle piazze in questi due anni e che eredita in parte il movimento di contrapposizione alla stagione del DL Lorenzin, si presenta necessariamente in una modalità frammentata (anche se in forme aggregate). Necessariamente proprio perché (forse) è mancato il tempo per fare una sintesi reale delle varie posizioni o (forse) per via del fatto che, alla fine, soffriamo sempre delle solite debolezze. Ma tant’è, questo è quello che abbiamo in tavola e con questo ci dobbiamo misurare: tutto sommato, si esprime mediamente il grado di maturità raggiunto dal movimento ad oggi.
Posto che l’attuale arco parlamentare risulta totalmente compromesso nella deriva totalitaria che ha evidenziato chiaramente il percorso dell’ultimo governo, vista l’esperienza del 2018 con relative disillusioni e tradimenti più o meno dichiarati (ma chiari nei fatti), è evidente che l’unico spiraglio per rappresentare nel nuovo parlamento le istanze che abbiamo rivendicato in questo periodo rimane sostanzialmente quello di incoraggiare e sostenere coloro i quali hanno deciso di proporsi in nome di queste, per quanto la proposta programmatica possa essere ancora piuttosto informe.
L’opzione del non voto, per quanto rappresenti oramai quasi il partito di maggioranza assoluta, non è probabilmente la scelta migliore, perché sarebbe l’ennesimo regalo a chi, in questi anni, ci ha portato al disgusto verso la politica e i suoi rappresentanti. Appare evidente che costoro non sarebbero minimamente scalfiti da una forma di protesta (legittima) come quella di una (anche forte) astensione, semplicemente per il fatto che non è nel loro DNA l’ascolto, il riscontro del loro agire o qualsivoglia esame di coscienza, bensì il solo agire in nome di un’agenda già scritta.
Tuttavia, si dovrà rendere conto del proprio operato anche a questa parte importante della popolazione, perché il “non voto” non equivale certamente ad una approvazione silenziosa.
L’associazione non ha finalità politiche e, in accordo con il suo statuto e la sua missione, non esprimerà nessuna preferenza per questa o quella lista, mentre, a differenza di quanto avvenne nel 2018, dichiara apertamente la sua totale disapprovazione verso quelle forze politiche che hanno palesemente tradito gli impegni presi a suo tempo. Sul restante arco parlamentare resta solo un velo pietoso per non urtare la sensibilità di nessuno di fronte al cadavere putrefatto di quello che rimane della polis contemporanea.
Il nostro invito è quindi quello di sostenere, ora nella raccolta firme per la presentazione delle liste elettorali e poi nell’urna il 25 settembre, le aggregazioni che più rappresentano la propria sensibilità e il cammino fatto in questi anni: quello che non vorremo vedere invece è lo spettacolo imbarazzante della delegittimazione incrociata fra chi ha percorso cortei e partecipato alle proteste di piazza fianco a fianco. Certi spettacoli li lasceremo volentieri al cabaret dei soliti noti.
Allo stesso tempo auguriamo ogni bene e tanta forza d’animo a tutti coloro che hanno deciso di mettersi in gioco: il passaggio del 25 settembre è solo l’inizio di una prova molto severa per ciascuno di loro.
Ognuno a suo modo dovrà sentire il peso e l’importanza di ogni parola e di ogni azione conseguente: a ciascuno non faremo mancare mai le nostre proposte e le istanze che continueremo a raccogliere, ogni giorno, nel nostro agire per la Libertà di Scelta.
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