Il tragico decesso per difterite della piccola Anna Rosa ha comprensibilmente suscitato grande attenzione e molte domande, alcune delle quali mi sono state rivolte direttamente.
Ritengo che la morte per difterite di una bambina, oggi, rappresenti un evento di estrema gravità che merita di essere compreso con il massimo rigore possibile. Proprio per questo credo sia necessario evitare conclusioni premature, indipendentemente dalla posizione che si assume sulla vaccinazione.
Le informazioni finora a disposizione sul caso sono ancora incomplete e, su vari aspetti, discordanti.
Alla vicenda si sono sovrapposte interpretazioni contrapposte, spesso presentate con un grado di certezza che i dati pubblicamente disponibili non consentono, almeno per ora, di verificare.
Non entrerò quindi nella ricostruzione delle diverse versioni riportate dalla stampa e sui social. Sarà necessario attendere ulteriori elementi e, soprattutto, poter disporre della documentazione necessaria per comprendere che cosa sia effettivamente accaduto.
Le domande che intendo affrontare sono più circoscritte: che cosa sappiamo oggi della difterite e della vaccinazione antidifterica?
Che cosa mostrano i dati epidemiologici disponibili?
Che cosa misurano effettivamente i test utilizzati per valutare la risposta antitossica e il vaccino?
Quali informazioni microbiologiche, analitiche e cliniche sono necessarie per comprendere un caso individuale?
Gli studi epidemiologici costituiscono necessariamente una parte di questo quadro. Ne riporterò i risultati per quanto documentato dalle fonti consultate, senza entrare nella valutazione specialistica dei loro metodi epidemiologici e statistici, che richiede competenze specifiche.
Mi soffermerò invece sugli aspetti biologici e analitici pertinenti alle domande poste, in particolare sui test effettuati, su ciò che essi misurano e sui limiti entro i quali i risultati possono essere interpretati.
È inoltre fondamentale mantenere distinti il dato di popolazione e il caso individuale. Anche una misura di efficacia dimostrata a livello epidemiologico esprime una riduzione del rischio nella popolazione studiata e non consente, da sola, di stabilire quale sarebbe stato l'esito in un determinato individuo.
Per comprendere un singolo caso occorrono informazioni specifiche sul paziente, sull'agente infettivo e sul decorso clinico.
Il mio obiettivo in questo documento non è quindi dimostrare una tesi a favore o contro la vaccinazione, né attribuire responsabilità sulla base delle informazioni oggi disponibili. È cercare di capire che cosa sappiamo, che cosa non sappiamo ancora e, soprattutto, quali dati siano necessari per rispondere alle domande rimaste aperte.
Sono domande che ritengo imprescindibili proprio per la gravità di quanto è accaduto. Chiedere che vengano messi a disposizione i dati necessari per rispondere non significa formulare un'accusa: significa chiedere conoscenza, trasparenza e informazione.
Il documento completo è disponibile gratuitamente in 📄 https://drive.google.com/file/d/1PDSwWjMgMaFTpICKlWDUb_oFAGN8V12k/view
Dott.ssa Loretta Bolgan
RICERCATRICE INDIPENDENTE