IL CONSIGLIO DI STATO IMPONE AUMENTI RETRIBUTIVI PER I MAGISTRATI ITALIANI
In Italia il Consiglio di Stato ha stabilito il ricalcolo delle retribuzioni dei magistrati, dopo aver giudicato sbagliato il meccanismo usato per adeguare gli stipendi nel triennio 2018-2020 e nel successivo 2021-2023. Il governo dovrà ora stanziare i fondi previsti nella legge di Bilancio: circa 970 milioni di euro in totale, con arretrati una tantum e aumenti che, secondo le stime, arriverebbero in media a 100mila euro a testa per circa 11mila toghe.
L'Associazione nazionale magistrati contesta le cifre: gli importi effettivi sarebbero di gran lunga inferiori e, per un magistrato con 20 anni di carriera, non raggiungerebbero un quarto di quanto riportato. Restano aperte le possibili ricadute su altri comparti del pubblico impiego, come militari e docenti universitari.
Fonte: Libero
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